Frankenstein Rooster: disco dell’anno?

April 1st, 2009

Raffaello Indri è un grandissimo chitarrista. È anche un ottimo amico, e di questo vado fiero, ma per oggi, per questa recensione, Raffaello sarà soltanto (sic) un grandissimo chitarrista. Recensire l’opera di un amico è un po’ camminare su un terreno minato, i passi falsi sono facili, e si rischia di essere troppo indulgenti, ma io sono rimasto talmente colpito da questo disco che ho bisogno di condividere, e mi prenderò le mie responsabilità. “The Mutant Tractor” è un album di sano e robusto hard rock strumentale, in cui la chitarra la fa da padrona, e Raffaello dilaga in ogni dove, elargendo classe e gusto a piene mani. Ma è anche, e soprattutto, un disco in cui si respira una incontrollata e coinvolgente aria di divertimento. Scorre via che è un piacere, e quando arrivi alla fine è un gesto naturale farlo ripartire senza por tempo in mezzo! È fresco, vario, vivo. Ti fa stare bene.
Il progetto Frankenstein Rooster, ad onor del vero, non è tutta farina del sacco del buon Indri, ma nasce dalla collaborazione con Marco Celotti, già chitarrista e cantante di Newborn (ottima band friulana), Invivo e Streamline, che non esito a definire una promessa, bravo e talentuoso (suo anche lo splendido artwork del cd), e al quale vanno i miei più sinceri complimenti per il coraggio e la punta di incoscienza con cui è riuscito a trascinare Raffaello verso territori per lui inusuali, facendogli abbandonare la cupezza, l’intransigenza metallona e l’immaginario gotico/horror dietro cui fin troppo spesso si trincera.
Una resistenza rimane, di fondo, infatti loro lo chiamano ‘rock agricolo’, etichetta che - sia ben chiaro! - detesto cordialmente, in quanto la trovo riduttiva ed inadatta, ne parlano con il sorriso sulle labbra, si prendono poco sul serio, celiano, infarciscono i titoli di termini friulani più o meno dissimulati, personaggi strampalati e giochi di parole. Ma per fortuna la musica va oltre le etichette, e, quando i Frankenstein Rooster suonano, non c’è frico che tenga, e non possiamo fare altro che lasciarci travolgere dall’energia, dalla melodia e dal calore di cui sono capaci.
Completano la formazione l’ormai inseparabile batterista Camillo Colleluori (già con GardenWall, Burnin’ Dolls e molti altri), ed il bassista Gianmarco Orsini, del quale purtroppo non so molto, ma che offre una prova solida e affatto convincente.

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palka Parole così

So say we all!

March 20th, 2009

Non credo servano parole. Mi mancheranno :’)

palka Parole così

Non è una recensione

February 2nd, 2009

Copertina del libro No, non ho tempo di scrivere una recensione, però mi va di consigliare questo interessante saggio di Alessandro Baricco, scrittore che conoscevo (ed apprezzavo) solo come romanziere.
In effetti la scrittura è la sua, ti prende per mano e ti porta dove vuole, senza che tu possa nemmeno immaginare di fare resistenza. Di cosa parla? Di come i tempi siano cambiati, e stiano tuttora cambiando, e di come il processo non debba essere demonizzato a tutti i costi. Perché questi barbari, tutto sommato, i loro lati positivi ce li hanno, e perché non mirano a distruggere tutto quello che incontrano sul loro cammino: semplicemente abbandonano quello che non riescono a capire, e che non serve loro. Non so dire se abbia ragione o meno, ma di certo qualcosa si muove, tant’è vero che più di una volta, nella prosa di Baricco stesso, ho ravvisato i sintomi di un certo imbarbarimento.

palka Parole così

Sulla scuola e l’educazione.

January 13th, 2009

Bellissimo questo video, che ‘rubo’ da Marco Beri. Grazie.


Ken Robinson - Do Schools Kill Creativity? from Andrea Benassi on Vimeo.

palka Parole così

Soundrecipes è fico!

January 13th, 2009

Il mio amico Federico mi segnala che sul suo bel sito SoundRecipes.com c’è un concorso molto interessante!


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palka Parole così

Tragico errore.

January 13th, 2009

Cercando di fare l’upgrade ad una versione più recente di WordPress ho cancellato tutto.
CHE BENE! :D

Per lo meno ora tutto è più cool.

palka Parole così