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	<title>Ditate</title>
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	<description>Impronte. Digitali.</description>
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		<title>Comparse?</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 21:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>palka</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Attori inconsapevoli lasciano tracce indelebili sulla nostra anima, e poi scompaiono. Scelgono di scomparire, o chissà.
Vorrebbero essere dimenticati, probabilmente, come un attore detesta le proprie interpretazioni mal riuscite, così a loro non piace che venga ricordato quel pezzo di vita che hanno in comune con noi.
O magari, invece, sappiamo perfettamente (speriamo?) che, abbandonando in quell&#8217;istante, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Attori inconsapevoli lasciano tracce indelebili sulla nostra anima, e poi scompaiono. Scelgono di scomparire, o chissà.<br />
Vorrebbero essere dimenticati, probabilmente, come un attore detesta le proprie interpretazioni mal riuscite, così a loro non piace che venga ricordato quel pezzo di vita che hanno in comune con noi.</p>
<p>O magari, invece, sappiamo perfettamente (speriamo?) che, abbandonando in quell&#8217;istante, saremo per sempre ricordati, amati, temuti, derisi, sospirati. Accolti con un sorriso.</p>
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		<title>Sapeva</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 19:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>palka</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi sono felice, perché ho ritrovato i vecchi post di questo blog, che credevo di aver perso irrimediabilmente.
Ho trovato anche questa cosetta qui,  una bozza sperduta. Sarà la gioia del ritrovamento, sarà il periodo un po&#8217; particolare, però mi ha colpito, e la voglio condividere.
~
Sapeva stare nelle tue mani, il gioco
di noi, sapeva volare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono felice, perché ho ritrovato i vecchi post di questo blog, che credevo di aver perso irrimediabilmente.<br />
Ho trovato anche questa cosetta qui,  una bozza sperduta. Sarà la gioia del ritrovamento, sarà il periodo un po&#8217; particolare, però mi ha colpito, e la voglio condividere.</p>
<p>~</p>
<p><em>Sapeva stare nelle tue mani, il gioco<br />
di noi, sapeva volare in alto.<br />
Galleggiare sul piccolo fiato<br />
condensato davanti alla bocca.<br />
Sapeva, nel buio, gioire.<br />
Amore.</em></p>
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		<title>Frankenstein Rooster: disco dell&#8217;anno?</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 13:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>palka</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole così]]></category>

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		<description><![CDATA[
Raffaello Indri è un grandissimo chitarrista. È anche un ottimo amico, e di questo vado fiero, ma per oggi, per questa recensione, Raffaello sarà soltanto (sic) un grandissimo chitarrista. Recensire l&#8217;opera di un amico è un po&#8217; camminare su un terreno minato, i passi falsi sono facili, e si rischia di essere troppo indulgenti, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin-right:10px;"><a href="http://www.myspace.com/frankensteinrooster"><img src="http://www.andreavarnier.com/ditate/materiale/froos.jpg" /></a></div>
<p><a href="http://www.raffaelloindri.it">Raffaello Indri</a> è un grandissimo chitarrista. È anche un ottimo amico, e di questo vado fiero, ma per oggi, per questa recensione, Raffaello sarà soltanto (sic) un grandissimo chitarrista. Recensire l&#8217;opera di un amico è un po&#8217; camminare su un terreno minato, i passi falsi sono facili, e si rischia di essere troppo indulgenti, ma io sono rimasto talmente colpito da questo disco che ho bisogno di condividere, e mi prenderò le mie responsabilità. <strong>&#8220;The Mutant Tractor&#8221;</strong> è un album di sano e robusto hard rock strumentale, in cui la chitarra la fa da padrona, e Raffaello dilaga in ogni dove, elargendo classe e gusto a piene mani. Ma è anche, e soprattutto, un disco in cui si respira una incontrollata e coinvolgente aria di divertimento. Scorre via che è un piacere, e quando arrivi alla fine è un gesto naturale farlo ripartire senza por tempo in mezzo! È fresco, vario, vivo. Ti fa stare bene.<br />
Il progetto <strong>Frankenstein Rooster</strong>, ad onor del vero, non è tutta farina del sacco del buon Indri, ma nasce dalla collaborazione con <strong>Marco Celotti</strong>, già chitarrista e cantante di Newborn (ottima band friulana), Invivo e Streamline, che non esito a definire una promessa, bravo e talentuoso (suo anche lo splendido artwork del cd), e al quale vanno i miei più sinceri complimenti per il coraggio e la punta di incoscienza con cui è riuscito a trascinare Raffaello verso territori per lui inusuali, facendogli abbandonare la cupezza, l&#8217;intransigenza <em>metallona</em> e l&#8217;immaginario gotico/horror dietro cui fin troppo spesso si trincera.<br />
Una resistenza rimane, di fondo, infatti loro lo chiamano <strong>&#8216;rock agricolo&#8217;</strong>, etichetta che &#8211; <em>sia ben chiaro!</em> &#8211; detesto cordialmente, in quanto la trovo riduttiva ed inadatta, ne parlano con il sorriso sulle labbra, si prendono poco sul serio, celiano, infarciscono i titoli di termini friulani più o meno dissimulati, personaggi strampalati e giochi di parole. Ma per fortuna la musica va oltre le etichette, e, quando i <strong>Frankenstein Rooster</strong> suonano, non c&#8217;è <strong>frico</strong> che tenga, e non possiamo fare altro che lasciarci travolgere dall&#8217;energia, dalla melodia e dal calore di cui sono capaci.<br />
Completano la formazione l&#8217;ormai inseparabile batterista <strong>Camillo Colleluori</strong> (già con GardenWall, Burnin&#8217; Dolls e molti altri), ed il bassista <strong>Gianmarco Orsini</strong>, del quale purtroppo non so molto, ma che offre una prova solida e affatto convincente.</p>
<p><span id="more-29"></span>Il canto del gallo che apre il cd e la bellissima <strong>&#8220;Roosty pick-head&#8221;</strong> ci introduce in quella che sarà l&#8217;atmosfera generale del disco. Scanzonato blues rock, ritmiche crunchy e melodie ariose. Ma ecco subentrare distorsioni graffianti e riff rocciosi, inframezzati da gustosissimi passaggi funk, il tutto amalgamato alla perfezione ed arricchito dai soli di Raffaello e dal suo sapiente uso del wahwah. Non si poteva partire in maniera migliore.<br />
La seconda traccia è <strong>&#8220;The great frico boogie&#8221;</strong>, manco a dirlo uno scatenato up-tempo di stampo vanhaleniano, seguita a ruota da <strong>&#8220;Tamarindus vs Karabina&#8221;</strong>, con tanto di &#8216;FIGHT!&#8217; in perfetto stile <em>Mortal Kombat</em> in cui Raffaello e Camillo se le suonano di santa ragione &#8211; <em>il crescendo finale è da urlo!</em> -, a colpi di plettro e doppia cassa infuriati, oppure in intricati viluppi che rimandano ai GardenWall più criptici, salvo poi riappacificarsi temporaneamente in inaspettate quanto raffinate aperture easy-jazz.<br />
Segue <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=i99BF6-9kuo">&#8220;Guitar tricks&#8221;</a></strong>, con degna intro estratta da un video didattico di Richard Benson, torrido blues rock, ritmo sostenuto ed echi del miglior Vai.<br />
Un aspetto che apprezzo molto è la durata delle tracce. Raramente si va oltre i tre minuti, e questo, per un disco strumentale, spesso può essere un pregio. In quest&#8217;ottica, la fulminante (appena 2 minuti e mezzo) <strong>&#8220;Kumò Tidoi&#8221;</strong> è perfetta, con riff granitici e veloci stacchetti da cartone animato. Non c&#8217;è autocelebrazione, il ritmo è sostenuto, e anche quando i nostri si prendono il tempo per sviluppare un&#8217;idea, o un tema, emerge quel senso della misura che sempre si accompagna con la maturità.<br />
<strong>&#8220;Cabotron the mutant tractor&#8221;</strong> suona come i Soundgarden con Satriani alla chitarra, ed il risultato non è niente male, ma ecco che arriva uno dei miei due brani preferiti, <strong>&#8220;John Savoiardo&#8221;</strong>, e si sale a livelli altissimi. Adrenalina pura, perfetto da ascoltare in macchina, eppure capace di rallentare per fare posto ad una magnifica apertura di sapore mediterraneo, che introduce il solo più bello dell&#8217;intero album. Grande!<br />
<strong>&#8220;Vetes robot&#8221;</strong>, introdotta da Vetes <em>in persona</em>, si rivela un curioso ibrido tra Van Halen e Voivod, sfoggia dei funambolici inserti in tapping ed un ostinato che ricorda il canto del gallo.<br />
<strong>&#8220;Marchino e l&#8217;Orso&#8221;</strong> è l&#8217;altra canzone che secondo me spicca, parte con un riff elettrico di scuola americana, tagliente e cromato al punto giusto, per poi svilupparsi in intricate trame orientaleggianti, sulle quali trova posto anche un bel solo di Camillo.<br />
In chiusura la deliziosa <strong>&#8220;Ue! Pigno Rettano&#8221;</strong> a tratti ruffiana e sgangherata, a tratti malinconica, perfettamente incastonata su un impianto ritmico bluegrass, con delirio di citazioni e mandolino nel finale. Se questo è il <strong>rock agricolo</strong>, io dico solo una cosa: fantastico!<br />
Disco eccezionale, da avere a tutti i costi, ascoltare e riascoltare.</p>
<p>Link al <a href="http://www.myspace.com/frankensteinrooster">myspace</a> della band, dove potete ascoltare degli assaggi di &#8220;Roosty pick-head&#8221; e &#8220;John Savoiardo&#8221;, leggere la ricetta del frico, nonché acquistare il cd.</p>
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		<title>So say we all!</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 11:28:27 +0000</pubDate>
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Non credo servano parole. Mi mancheranno :&#8217;)
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<p>Non credo servano parole. Mi mancheranno :&#8217;)</p>
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		<title>Non è una recensione</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 08:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>palka</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ No, non ho tempo di scrivere una recensione, però mi va di consigliare questo interessante saggio di Alessandro Baricco, scrittore che conoscevo (ed apprezzavo) solo come romanziere.
In effetti la scrittura è la sua, ti prende per mano e ti porta dove vuole, senza che tu possa nemmeno immaginare di fare resistenza. Di cosa parla? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left; margin: 0 5px 5px 0;" title="I Barbari" src="http://www.andreavarnier.com/ditate/materiale/barbari.jpg" alt="Copertina del libro" width="200" height="308" /> No, non ho tempo di scrivere una recensione, però mi va di consigliare questo interessante saggio di Alessandro Baricco, scrittore che conoscevo (ed apprezzavo) solo come romanziere.<br />
In effetti la scrittura è la sua, ti prende per mano e ti porta dove vuole, senza che tu possa nemmeno immaginare di fare resistenza. Di cosa parla? Di come i tempi siano cambiati, e stiano tuttora cambiando, e di come il processo non debba essere demonizzato a tutti i costi. Perché questi barbari, tutto sommato, i loro lati positivi ce li hanno, e perché non mirano a distruggere tutto quello che incontrano sul loro cammino: semplicemente abbandonano quello che non riescono a capire, e che non serve loro. Non so dire se abbia ragione o meno, ma di certo qualcosa si muove, tant&#8217;è vero che più di una volta, nella prosa di Baricco stesso, ho ravvisato i sintomi di un certo <em>imbarbarimento</em>.</p>
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		<title>Sulla scuola e l&#8217;educazione.</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 11:21:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bellissimo questo video, che &#8216;rubo&#8217; da Marco Beri. Grazie.
Ken Robinson &#8211; Do Schools Kill Creativity? from Andrea Benassi on Vimeo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo questo video, che &#8216;rubo&#8217; da <a href="http://beri.it">Marco Beri</a>. Grazie.</p>
<p><object width="400" height="300"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=2477975&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=2477975&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"></embed></object><br /><a href="http://vimeo.com/2477975">Ken Robinson &#8211; Do Schools Kill Creativity?</a> from <a href="http://vimeo.com/user464212">Andrea Benassi</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Déja &#8211; Conchiglia</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Sep 2008 12:05:05 +0000</pubDate>
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Déja &#8211; Conchiglia from solardevice on Vimeo.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1830454&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1830454&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<a href="http://vimeo.com/1830454?pg=embed&amp;sec=1830454">Déja &#8211; Conchiglia</a> from <a href="http://vimeo.com/user432874?pg=embed&amp;sec=1830454">solardevice</a> on <a href="http://vimeo.com?pg=embed&amp;sec=1830454">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Harduo &#8211; The Last Summer</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 08:42:00 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1591605&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1591605&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1591605&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1591605&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1"></embed></object></p>
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		<title>Sogno</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 07:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>palka</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Beh&#8230; stanotte ho sognato, tra le altre cose, di essere in una gelateria, in una città  che avrebbe dovuto essere Trieste, ma non ci somigliava per niente.
Diversi personaggi si sono alternati davanti ai miei occhi, come accade solo nei sogni, senza particolari nessi o collegamenti: una mia ex-compagna del liceo, incinta per la seconda volta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh&#8230; stanotte ho sognato, tra le altre cose, di essere in una gelateria, in una città  che avrebbe dovuto essere Trieste, ma non ci somigliava per niente.<br />
Diversi personaggi si sono alternati davanti ai miei occhi, come accade solo nei sogni, senza particolari nessi o collegamenti: una mia ex-compagna del liceo, incinta per la seconda volta, un ragazzo con un cucciolo di cinghiale al guinzaglio (morbidissimo da accarezzare, un amore), un altro con una piccola volpe gialla e nera, giovani attori che giravano un film, e tutto ad un tratto il mio amico <a href="http://www.davethewave.it/" target="_blank">Dave</a> che mi fa: «Toh palka, prendi qua!» e mi mette in mano una cosa. Io la sento bruciare sul palmo della mano, che avevo chiusa a pugno. Così la apro e vedo una cimice, verde verde, a pancia all&#8217;aria. E la sento spingere contro il mio palmo, forte, così forte che brucia.<br />
Inorridito mi guardo attorno e alla mia destra si apre una porta blu. Dall&#8217;altra parte una grotta molto profonda, illuminata da piccole lampade elettriche. Scaglio la cimice con tutta la mia forza, la vedo oltrepassare la soglia, volare lontana ma non la perdo d&#8217;occhio, e prego che qualcuno chiuda la porta, in fretta.<br />
Nessuno lo fa e la cimice torna indietro, a tutta velocità, per finire dritta nella mia mano. Ancora brucia, e ancora la lancio via più forte che posso.</p>
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		<title>I Déja e Fiorello.</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 18:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>palka</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri, 20 marzo 2008, durante la trasmissione &#8220;VivaRadio2&#8243;, Fiorello, imitando Carlo Fava, ha fatto il nome di Serena Finatti. Che poi sarebbe la cantante, nonché la mente dietro ai Déja, il duo in cui io suono la chitarra. Ma forse lo sapevate già . In ogni caso ci siamo rimasti di sasso.
Così O_O
Che sia stato un caso? Cioè si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, 20 marzo 2008, durante la trasmissione &#8220;VivaRadio2&#8243;, Fiorello, imitando Carlo Fava, ha fatto il nome di Serena Finatti. Che poi sarebbe la cantante, nonché la mente dietro ai <a href="http://www.distrattidalvento.com">Déja</a>, il duo in cui io suono la chitarra. Ma forse lo sapevate già . In ogni caso ci siamo rimasti di sasso.<br />
Così O_O<br />
Che sia stato un caso? Cioè si è inventato un nome così, buttato là, e l&#8217;ha beccato? La cosa strana è che stava parlando proprio di artisti, musicisti di un certo livello, raffinati, colti. Ha detto un paio di nomi che credo fossero inventati di sana pianta, e in mezzo ci ha infilato Serena. Fa sorridere, ma se davvero avesse ascoltato la nostra musica?<br />
Devo, dobbiamo andare a fondo in questa faccenda. Intanto oggi gli abbiamo scritto, ma chissà se mr. Fiorello legge tutte le mail che gli arrivano? Difficile. Come si può fare a fargli presente che ha preso in giro una persona vera, che fa musica, che si sbatte 365 giorni all&#8217;anno per provare a farsi conoscere, che studia, suona, canta, insegna?<br />
Almeno passasse il nostro disco, ci facesse un po&#8217; di pubblicità.<br />
Eh? Fiorello, che ne dici? Ce lo devi <img src='http://www.andreavarnier.com/ditate/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Intanto voi ascoltatevi qualcosa su <a href="http://www.last.fm/music/Déja">Last.fm</a>. È tutto gratis <img src='http://www.andreavarnier.com/ditate/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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